Palazzo Giustinian Lolin-vicende storiche
Le prime notizie riguardanti il terreno e gli edifici insistenti nell’area ove sorgerà l’attuale Palazzo Giustinian Lolin risalgono alla metà del XV secolo. L’intero sito, di proprietà della famiglia Miani, appare all’epoca assai composito, articolato in numerosi fabbricati e unità abitative, con aree non edificate, ma già organizzato intorno al nucleo della corte e del pozzo, su cui gravitano la “casa da statio” (casa padronale) e la “casa da sarzenti” (casa d’affitto). Nell’area, assai vasta, sorgono magazzini, la cucina, piccoli fabbricati e ripari diversi, porticati lungo i passaggi che delimitano la proprietà, con porta da terra situata, come oggi, lungo un muro e una calle che conducono verso Canal Grande. Nella seconda metà del ‘400 avvengono divisioni della proprietà tra diversi componenti della famiglia Miani.
All’inizio del XVI secolo, le fortune della famiglia Miani appaiono in declino. Lo stabile principale di San Vidal è descritto come “vecchio e mal condizionato”, bisognoso di cure continue. Molti dei locali annessi, parte integrante dell’edificio principale, come pure le piccole abitazioni contigue a pian terreno risultano affittate. Nel 1514, la casa “da statio” su Canal Grande è già locata al futuro nuovo proprietario Andrea Vendramin, che una dozzina d’anni dopo acquisisce con i fratelli anche la porzione principale della proprietà, comprendente, oltre al terreno non edificato e alla corte, due piccole case “da sarzenti” a un piano. I Miani restano proprietari di numerose abitazioni integrate in uno stabile principale, di alcune piccole case d’affitto e dello squero (cantiere) da tagliapietra situato verso campo San Vidal, probabilmente quello ancora attivo nel Settecento, rappresentato dal Canaletto in una veduta del terzo decennio esposta alla National Gallery di Londra, e peraltro già scomparso nel catasto napoleonico del 1808. Intorno alla metà del ‘500, con la nuova sistemazione di proprietà e terreni, si precisa anche la viabilità dell’area, con lavori di selciatura alla calle che conduce alla casa dei Vendramin e con la sistemazione del ponticello prospiciente la proprietà dei Miani. Nella seconda metà del secolo si susseguono diversi interventi edilizi a miglioramento ed espansione delle due proprietà confinanti, causa di reciproche denuncie presentate alla magistratura competente. I Vendramin con il restauro delle loro strutture edificano un nuovo muro che, occupando indebitamente la calle consortiva, oscura a parere dei denuncianti Miani le abitazioni di fronte. I giudici, che verificano la presenza di tre travi sporgenti (barbacani) dal muro sulla calle comune, ordinano la sospensione dei lavori.
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