Ugo Levi (1878-1971)

Gianni Milner, Ugo Levi, in Momenti di vita veneziana nei ritratti di Lotte Frumi, a cura del Comitato Veneziano della Società Dante Alighieri; in collaborazione con Ateneo Veneto, Mariano del Friuli, Edizioni della Laguna, 2002, pp. 35-38.

Ugo Levi ed Olga Brunner sono stati gli ultimi protagonisti ed autori di una “donazione laica” alla città di Venezia lungo una tradizione tipica della storia civile veneziana, della quale sarebbe auspicabile uno studio sistematico: i ricercatori troverebbero copiosa documentazione conservata all'Archivio di Stato di Venezia.

Ugo Levi, nato il 10 ottobre 1878, era una persona deliziosa e mite, di animo generoso e gentile. Apparteneva ad una famiglia di banchieri della ricca borghesia veneziana. Figlio di Angelo Levi, consigliere comunale per 11 anni, appartenente ad un partito moderato patriottico, reggente della Banca d'Italia, consigliere della Camera di Commercio. Suo fratello Cesare Augusto Levi era stato poeta e scrittore di argomenti marinareschi ("Navi venete", "Storia dell'Arsenale di Venezia"); il cugino Samuele Levi era musicista, autore dell’opera "Giuditta” su libretto di Giovanni Peruzzini rappresentata al Teatro La Fenice nella stagione 1843-44, del quale teatro Samuele Levi fu anche Presidente.

Ugo Levi, laureato in lettere all’Università di Padova, aveva indirizzato i suoi studi universitari ai "dialetti del veneto estuario" ed aveva pubblicato: "I monumenti più antichi del dialetto di Chioggia” [pdf, 4,82 Mb] (1901), "I monumenti del dialetto di Lio Mazor” [pdf, 4,42 Mb] (1904). Non furono portate a termine le ricerche sui dialetti di Clodia Minor (Sottomarina) e di Pellestrina. Amante della musica (suonava il pianoforte e l’armonium), aveva iniziato a raccogliere manoscritti e stampe musicali sino a dar vita ad una preziosa biblioteca specializzata.

Nel suo testamento Ugo Levi così disponeva:

Desiderando che il Palazzo Giustinian Lolin in Venezia, da me abitato, con la Biblioteca musicale per la quale ho lavorato tanti anni, siano destinati in perpetuo a scopo di incremento e diffusione degli studi musicali, dispongo che la parte del mio patrimonio che preciserò qui appresso sia devoluta per l'usufrutto vitalizio a mia moglie e,  al cessare dell'usufrutto, sia devoluta per la istituzione di una Fondazione che abbia per finalità la conservazione ed utilizzazione del Palazzo suddetto e della biblioteca (alla cui consultazione saranno ammessi gli studiosi che abbiano i requisiti che saranno richiesti da apposito regolamento). Se le rendite lo consentiranno detta Fondazione curerà anche l'integrazione e l'aggiornamento della Biblioteca e la istituzione di corsi di perfezionamento e di borse di studio a favore di studenti dotati di amore e di particolare inclinazione per la musica. La Fondazione […] avrà sede nel Palazzo suddetto e destinerà il primo piano a Biblioteca, sale di concerto, di ritrovo e di studio ed ai piani superiori ad alloggio (a pagamento o, se possibile, gratuiti) a favore degli studenti.